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a cura di Francesco Amico

Dalle Telenovela americane ai quiz casalinghi, il pubblico riscopre il fascino dei programmi che non finivano mai.
In un sito le richieste per una nuova serie del "Pranzo è servito", che debuttò nel '82 con Corrado
Articolo di
"Il Tempo"

dell'anno 2004

Era il 1982 quando Corrado appariva sugli schermi con il volto sorridente accompagnato dalla musichetta del programma "Il pranzo è servito". Gli ingredienti, è il caso di dirlo, c'erano tutti. La ruota con le 5 portate, la conduzione ironica di Corrado, l'orario congeniale, quello dell'ora di pranzo appunto, che teneva incollato al televisore casalinghe e ragazzi tornati da scuola, infine il meccanismo semplice del quiz dalle domande facili. Un mix di successo che oggi, a più di 10 anni dalla fine della programmazione del format, torna con un fenomeno singolare, quello della richiesta a gran voce del ritorno della trasmissione.
Un trend che coinvolge anche altri programmi firmati anni '80. Dalle infinite telenovele con perfidi protagonisti come "Dallas" e "Dynasty", ai cartoni aninati (chi non ricorda Candy Candy o i cartoons sui robot come Goldrake o Mazinga Z?) di cui ancora oggi vengono scaricate on line le sigle, oltre alle innumerevoli serie di telefilm, anche qui provenienti per lo più dall'America.
E poi c'è la parte di tv nostrana che i telespettatori di oggi riguardano volentieri in replica sui canali satellitari di settore e prima in qualche programmazione notturna. Il "Drive in", contenitore goliardico di personaggi tipo affiancati dalle bellone in pattini, e programmi come "Indietro tutta", sorta di sit com magistralmente condotta con l'estro ironico di un'Italia che comincia a vivere l'universo televisivo. Insomma, cosa succede? Semplice nostalgia o poco gradimento della televisione odierna? Per Claudio Lippi si tratta di una sorta di rimpianto non sempre giustificato: "Certo è un fenomeno inconsueto che può essere attribuito ad un fatto umorale. Di programmi ce n'erano belli e brutti allora così come oggi".
Diversa la spiegazione del fenomeno che riguarda in particolare "Il pranzo è servito": "Quello era un programma di evasione totale. Il gioco era semplice e non c'era bisogno di impegnarsi per seguire quiz basati su una quantità di nozioni. E poi Corrado era Corrado, una figura che ancora oggi è poco sostituita. Aveva grazia, finezza e ironia. Virtù - conclude Lippi - che hanno contribuito in modo significativo al successo del format".
Oltre 2000 puntate che hanno lasciato il segno anche per Marina Donato, moglie di Corrado e autrice de "La Corrida": "Quella trasmissione era un modo rilassato e rilassante di fare quiz. Era ironico e divertente. I piccolissimi erano attratti dalla musica. Era un quiz facile, che non t'imponeva di restare davanti allo schermo". Un programma amato da molti, e in una fascia trasversale dal 16 ai 50 anni, se si considera che il sito appositamente creato per "Il pranzo è servito" nell'ottobre 2003, e al quale si accede anche dal link di Tv Sorrisi e Canzoni, che ha raccolto in questi 20 giorni decine di mail di fans del programma, ha totalizzato in pochi mesi oltre 5.000 contatti.
Riccardo Cresci, responsabile media del sito creato in collaborazione con Mirko Simionato, è felice del risultato: "Ci scrive tanta gente che non vede l'ora di rivedere in tv il programma. Persone giovani e meno giovani che non hanno dimenticato né Corrado né la piacevolezza del format".
Eppure, per dirla con il sociologo Domenico De Masi, la tv di oggi non ha nulla da rimpiangere alla tv anni '80. E questo non perché sia bella, "la peggiore tv degli ultimi 40 anni, dove tutto è perfetta omologazione", ma perché anche allora i programmi mediocri non mancavano.

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